Due grida di allarme per la Basilica di Sant’Angelo in Formis sono stati lanciati nel corso del convegno tenutosi a Capua, presso la facoltà di Economia dell’“Università della Campania, Luigi Vanvitelli”.
Il primo riguarda il rischio per il sito di non essere inserito nella lista dei beni protetti dall’UNESCO. A lanciarlo è stata la professoressa Alessandra Perriccioli

del dipartimento di Lettere e beni culturali. “La zona circostante la Basilica benedettina versa nel più totale degrado e ci sono tanti abusivismi edilizi”, ha detto la professoressa.
Per essere inseriti nella lista UNESCO le aree dove sussistono i beni devono rispettare dei rigidi standard. “Mi sono recata sul posto con la dottoressa Francesca Riccio (una funzionaria del Ministero che si occupa proprio delle candidature dei beni ndr), la quale ha fatto diverse fotografie e mi ha confidato che in queste condizioni gli ispettori internazionali non li fa venire”, ha rivelato la Perriccioli.
La Basilica di Sant’Angelo, inoltre, compete, per essere inserita nella lista dell’organizzazione internazionale, con altri sette complessi monumentali di origine benedettina di straordinaria bellezza (l’Abbazia di San Pietro al Monte a Civate, in provincia di Lecco; la Sacra di San Michele nella Val di Susa; l’Abbazia di San Vittore alle Chiuse di Genga, in provincia di Ancona; l’Abbazia di Santa Maria di Farfa, in provincia di Rieti; il Monastero di Subiaco e l’Abbazia di Monte Cassino). “Sono tutti complessi perfettamente conservati e in alcuni di questi, come quello della Val di Susa, gli abitanti si sono pure spesi contro il pericolo che possa essere danneggiato dai lavori per la TAV”, ha rivelato la professoressa, che nell’aula ha mostrato le foto di questi monumenti per un impietoso ma necessario confronto con quello di Sant’Angelo in Formis.
“Il mio grido di allarme è rivolto soprattutto alle Istituzioni, perché non possiamo farci sfuggire questa occasione”, ha concluso la professoressa Perriccioli.
L’altro grido di allarme è stato lanciato dalla dottoressa Maria Luisa Nava (ex Soprintendente per i Beni Archeologici delle province di Caserta, Salerno, Avellino e Benevento ed ex Direttore del Museo Campano) e riguarda il pericolo di crollo della Basilica, dovuto alle pessime condizioni in cui si trova il muro di protezione costruito dagli antichi Romani.
La Basilica sorge infatti su un tempio romano risalente al VI secolo a.C e il muro fu costruito costruito per proteggere dalle continue frane e dai fenomeni geologici che colpiscono il Monte Tifata. “Ho segnalato il problema durante il mio incarico alla soprintendenza e ho trasmesso ai miei successori la documentazione”, ha detto la dottoressa Nava. Tuttavia “il muraglione non è stato mai protetto e sta ormai crollando”, ha proseguito l’ex Soprintendente.

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La Nava, pur apprezzando i lavori di ristrutturazione che sono in corso presso la Basilica, ha detto che “il problema deve essere risolto alla base e senza un intervento sulle fondamenta e sul muro romano, tutte le altre opere sono solo palliativi”.
I lavori compiuti sulla Basilica, iniziati grazie ad un finanziamento di tre milioni di euro ed illustrati dal professore Giorgio Croci, hanno riguardato il miglioramento sismico, la messa in sicurezza degli affreschi e il consolidamento e trattamento delle lesioni delle pareti della Basilica. “Tra poche settimane la Chiesa sarà riaperta al culto”, ha assicurato la dottoressa Maria Utili, segretario regionale del MIBACT.
All’intervento della dottoressa Nava, il sottosegretario ai beni culturali, l’onorevole Antimo Cesaro ha deciso di non rispondere. “Ogni giornata ha il suo tema e io mi atterrò a quello di oggi”, ha detto l’on. Cesaro. “Il finanziamento rischiava di essere perso nelle maglie della burocrazia, ma siamo riusciti a recuperarlo”, ha affermato il sottosegretario.
Sul rischio di esclusione della lista UNESCO, Cesaro ha spiegato che “ci sono tre pre condizioni da rispettare e riguardano: il decoro urbano, la sicurezza e le infrastrutture di accesso al sito”. “Se queste non verranno rispettate, la responsabilità sarà di tutta la classe dirigente. Tuttavia – ha chiarito l’onorevole – se un territorio è stato mortificato per anni, non possiamo fare tutto nell’immediatezza”.
“Al termine del mio percorso politico, ha confidato Cesaro, mi dedicherò alla filosofia della disutilità e al tema dell’utile e dell’inutile. Fino a quando saremo capaci di meravigliarci dinanzi ad un affresco e coltivare l’inutile, ci sarà speranza”, ha concluso il sottosegretario, che è andato via quando ha preso la parola la dottoressa Laura Lonardo, presidente della Associazione Apollon Onlus, che si occupa di valorizzare il territorio capuano e che ha presentato, in collaborazione con la dottoressa Nava, un progetto di restauro del muro romano.
“Conosciamo la situazione del muro e sarà oggetto di un nostro monitoraggio” ha detto l’attuale Soprintendente per le province di Caserta e Benevento, l’architetto Salvatore Buonomo. “Non bisogna, però, fare terrorismo. Il problema è che quel muro sorge su terreni di proprietà di privati e gli assenti in questo convegno sono stati proprio i cittadini di Sant’Angelo”, ha riferito il Soprintendente.

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