Cosa c’è in comune tra il prestigio della politica e il budget delle biblioteche italiane? Il fatto che entrambi sono in calo costante da decenni. Eppure esistono (perfino in Italia) bibliotecari e

politici pieni di buona volontà: che si incontrano sabato a Firenze, in via della Dogana 3 (dietro San Marco). Davanti ad un parterre di storici, sindacalisti e utenti, candidati alle prossime elezioni e bibliotecari si confrontano sulla difficile transizione delle biblioteche: non sul mutamento antropologico dal verbale al visuale, non sulla comunicazione letteraria del terzo millennio. Ma sulla gobba pensionistica che in tre anni decimerà i bibliotecari, sul calo verticale delle vendite di libri per undici mesi l’anno, sulle legioni di giovani preparatissimi precari, sul ruolo dello Stato a supporto della più immateriale e della più fondamentale delle risorse, la cultura. In campagna elettorale non se ne parla spesso: per questo vale la pena di fare un salto sabato mattina in via della Dogana e vedere se biblioteche e parlamento riusciranno, insieme, a ritrovare la credibilità perduta.

Studiosi che hanno scritto la storia d’Italia, bibliotecari che ce la conservano e politici che si preparano a farla. Si incontrano sabato a Firenze a due passi da alcune delle più belle biblioteche italiane per parlare di una vera emergenza nazionale. Il patrimonio culturale italiano sta nell’arte, nel paesaggio, nella cucina, nella diversità: ma sarebbero solo spot senza il tessuto di migliaia di biblioteche grandi e piccole, tutte inimitabili, poche adeguatamente valorizzate.  E’ un problema innanzitutto di persone, che devono maturare una rigorosa formazione, una prospettiva professionale, un responsabile contributo alla vita di tutti. Si parla quindi di economia, di competenze pubbliche, di giovani e di futuro, che è proprio quello di cui si dovrebbe discutere in campagna elettorale. Per questo sarà bello esserci:  sabato 10 Febbraio a Firenze, in via della Dogana 3 (dietro San Marco), dalle 9 alle 13.

8 Febbraio 2018