Caro Ministro Franceschini, nel Museo egizio di Torino si balla la zumba, nella Reggia di Caserta si celebrano matrimoni, nel Museo di Ascoli si ospitano banchetti. Altri musei

sviluppano applicazioni gaming pur di attrarre quel pubblico che nel museo non vorrebbe proprio entrarci. Quando la Sua riforma avrà compiuto appieno il suo corso il Mibact , probabilmente, lancerà un bando per l’assunzione delle nuove figure necessarie al funzionamento dei Poli Museali: wedding planner, sommelier, istruttori di ballo. Caro Ministro, da piccolo mio padre ha provato a trasmettermi la passione per il calcio, ma io allo stadio puntualmente mi addormentavo sicché ad un certo punto ha desistito. Se fossi stato Suo figlio, aimè, mi avrebbe costretto a continuare a venire allo stadio dicendomi: tranquillo, quando sei lì puoi leggere un fumetto anziché vedere la partita o passare il tempo con un videogame. Per fortuna, però, mio padre dopo una noiosa Juventus – Bordeaux, credo fossero quarti di finale di coppa campioni (ma sicuramente mi sbaglio), mi portò a vedere il Museo Egizio. Avevo dieci anni, ne sono passati 31, e l’allestimento era quello vecchio, con meno appeal rispetto a quello attuale. Eppure centrò il segno. Oggi sono un professionista dei Beni Culturali, conduco scavi archeologici, ho diretto per dieci anni un piccolo museo civico, mi batto, come tanti colleghi, per la tutela del Paesaggio di quel fazzoletto di terra in cui risiedo. Non ballo la zumba, Le chiedo venia, ma lavoro, da non funzionario, per quella tutela cui per Sua colpa molti funzionari non hanno più gli strumenti per combattere.

Spero mi abbia capito, con stima, Giambattista Sassi