Ecco cosa resta alla “Vigna Barberini” del palco montato sopra il Tempio di Eliogabalo (com’è https://goo.gl/1zoLvF, com’era: https://goo.gl/UDMUNZ ). Il palco autorizzato dalla ex “Soprintendenza Speciale Colosseo e area archeologica centrale”, dopo il fallimento della società che lo ha costruito, è stato rimosso solo per l’interessamento e a spese del neonato Parco Colosseo, che ha pagato lo smontaggio dell’imponente struttura. Struttura che non

avrebbe dovuto arrecare alcun fastidio all’area archeologica su cui insisteva e che invece lascia danni, muri sgretolati, la terrazza verde ridotta a un pantano fangoso e mucchi di spazzatura non rimossa. Sull’area che custodisce gli scavi interrati del Tempio del Sole hanno transitato tir e gru e sostato per 7 mesi tonnellate di impalcature.

Divo Nerone lascia ancora macerie, dopo aver lasciato le tasche vuote a maestranze e artisti.

Tutte le perplessità espresse dalla Fp Cgil sin dalla presentazione in trattativa del progetto sono purtroppo state confermate dai fatti. Intanto il 31 dicembre è scaduta la polizza assicurativa che avrebbe potuto pagare eventuali danni, come è scaduta la polizza fideiussoria che avrebbe dovuto coprire i costi del lavoro dei dipendenti Mibact che hanno prestato servizio durante l’evento e non sono stati pagati. Non ci risulta inoltre, e ci farebbe piacere essere smentiti, che siano stati versati dalla Nero Divine Ventures alla ex Soprintendenza Speciale i 250.000 euro dovuti per l’affitto dell’area, da versare 5 giorni prima dell’inizio del montaggio.

Se da un lato non possiamo che rimarcare le nostre critiche all’ex soprintendenza in merito alla gestione di questa vicenda, dall’altro diamo atto a chi ha mantenuto l’interim in questi mesi e ai funzionari che hanno dovuto affrontare questa eredità di aver gestito un errore passato. Nell’augurare buon lavoro alla nuova gestione del Parco Archeologico Colosseo appena insediata, ci aspettiamo per il futuro maggiore attenzione ai diritti dei lavoratori e più rigore nella tutela di beni tanto preziosi per la Capitale.

Chiediamo al Mibact, ancora una volta, di farsi parte attiva nel garantire ai propri dipendenti il pagamento del lavoro svolto e di non consentire mai più operazioni contrarie alla sua missione istituzionale.

Comunicato CGIL Funzione Pubblica – Lazio

martedì 2 gennaio 2018

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