A S.E. Rev.ma Mons. Dr. Massimo Camisasca Vescovo di Reggio Emilia – Guastalla

Eccellenza,

in questi giorni di attesa e di condivisione che conducono al Santo Natale, abbiamo deciso di scriverLe una lettera perché preoccupati da alcune notizie, apprese dalla stampa locale, sul destino della grande area verde di Baragalla compresa fra via Inghilterra via Guittone d’Arezzo e via Antonio Fogazzaro.

In un articolo apparso sulla Gazzetta di Reggio, in data 4 dicembre 2017, leggiamo che il lotto

di terreno “attiguo all’ex Centro Sacro Cuore dei Gesuiti e all’Enaip” è di proprietà della Diocesi di Reggio Emilia – Guastalla, che tempo fa ne ha venduto una piccola parte (di circa duemila metri quadrati) su cui ora sorgeranno alcune villette.

Questa vasta area alle porte della città si trova nel quartiere di Baragalla, una realtà che nel tempo non ha assunto alcuna chiara connotazione urbanistica, finendo per essere preda di operazioni commerciali e di speculazione edilizia. Nell’ultimo anno – infatti – sono sorti un Ipermercato Coop, due distributori di carburante Enercoop, un fast-food McDonald’s e altre attività di ogni genere (bar, negozi di scarpe e di prodotti per animali). La vocazione residenziale e “verde” del quartiere – che un tempo pochi avrebbero messo in discussione – rischia di soccombere a favore di un contesto caotico e impattante che genera ancora più inquinamento sul già trafficato tratto della SS63. Nel recente passato i residenti hanno manifestato la propria perplessità su molti di questi interventi, governati peraltro più dalle intenzioni dei privati e delle imprese che dalla progettualità dell’Amministrazione comunale. Inoltre, l’abolizione del sistema delle circoscrizioni non ha certo favorito il dialogo e il confronto con le esigenze delle periferie cittadine, alimentando così un clima di rassegnazione e sconforto.

La recente cementificazione che ha interessato il quartiere di Baragalla sembra mettere in crisi anche ogni possibile valorizzazione del Parco Naturalistico del Torrente Crostolo, i cui percorsi ciclabili, che collegano il centro storico cittadino ai complessi della Reggia di Rivalta e di Villa d’Este, sono tutelati da severe norme dello Stato italiano, in particolare dalla Legge Galasso (431/85). Lo stanziamento di fondi per i siti dell’antico Ducato Estense da parte del CIPE e del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo – di cui beneficerà anche il territorio reggiano, in particolare la Reggia di Rivalta – si scontrerà con la dura realtà di un territorio impreparato, che rischia di perdere altri polmoni verdi colmi di biodiversità. Il caso dei cinque esemplari di capriolo che vivono nei pressi del lotto vicino all’ex Centro Sacro Cuore è, in questo senso, emblematico.

Negli ultimi trent’anni, la corsa al mattone e la guerra dei carrelli hanno segnato per sempre il volto della nostra provincia e del comune capoluogo: oltre novemila appartamenti risultano vuoti e inutilizzati, i supermercati e i centri commerciali hanno divorato le campagne, le logiche del mercato hanno colonizzato le coscienze e avvelenato la terra e l’aria. La rincorsa del benessere si è trasformata del peggiore degli incubi quando ci siamo accorti che i diritti edificatori hanno ipotecato il futuro dei giovani e delle generazioni che verranno, producendo periferie economiche e umane e trasformando i cittadini in consumatori frustrati. Nonostante nei giorni scorsi l’Amministrazione abbia stralciato diciotto centri commerciali dalle previsioni urbanistiche, le complesse vicende del supermercato Conad di via Rosa Luxemburg ci ricordano quanto sia asimmetrico il rapporto di forza fra le comunità di residenti da una parte e il potere economico dall’altra.

Siamo consapevoli del fatto che le nuove abitazioni che sorgeranno in via Fogazzaro sono l’eredità di un passato non recente – precedente rispetto alla Sua nomina a Vescovo della Diocesi di Reggio e Guastalla – e proprio in virtù di questo crediamo sia giunto il momento per una riflessione sul futuro di questa delicata realtà, parte viva di quella “casa comune” che anche il Santo Padre Francesco, nella Lettera Enciclica Laudato Si’, ci esorta a proteggere “nella ricerca di uno sviluppo sostenibile e integrale”.

Ci rivolgiamo a Lei come cittadini con storie e competenze diverse, perché crediamo che il Suo ruolo nella gerarchia della Chiesa Cattolica, nonché le Sue sensibilità, possano contribuire positivamente alla difesa del Creato e della terra che “geme e soffre le doglie del parto” (Rm 8,22).

Le chiediamo dunque di impegnarsi affinché i beni immobili di proprietà della Diocesi non sia venduti a società immobiliari o a gruppi di interesse impegnati in quella lotta del mercato che è alla base anche della cultura dello scarto. Vorremmo poter avviare un dialogo con Lei su questo, uno scambio di idee e riflessioni che non si limiti all’area verde di Baragalla. Ci piace pensare che l’invito di Papa Francesco alla costruzione del futuro del pianeta possa partire dai piccoli gesti di una città come la nostra, dall’idea di porre l’economia al servizio delle società, e non il contrario.

Cogliamo l’occasione per porgerLe i nostri più Cari Auguri per un Sereno Natale,

Cordiali Saluti,

Cosimo Pederzoli

Lorenzo Ferrari