Da gennaio Paolo Miccoli guiderà l’Anvur. Violati anche i limiti di età: ha 70 anni

Il nuovo presidente dell’agenzia che valuta l’università italiana e stabilisce le regole per i concorsi a professore universitario – l’Anvur del ministero dell’Istruzione – sarà un accademico che ha superato il limite d’età che la legge consente per ricoprire la carica di presidente. E che ha copiato in un concorso pubblico. Si tratta di Paolo Miccoli, ordinario di Chirurgia

 

all’Università di Pisa, scelto dal Direttivo del- l’Anvur come successore di Andrea Graziosi da gennaio 2018. Secondo la riforma Gelmini dell’università, “la carica di presidente o di membro del Direttivo (Anvur, ndr) può essere ricoperta fino al compimento del settantesimo anno di età”. Che Miccoli ha raggiunto 6 mesi fa.

Quando Miccoli, nel 2015, fu nominato commissario Anvur a 68 anni, il M5S sollevò problemi di incompatibilità: il mandato sarebbe durato 4 anni, quindi Miccoli avrebbe sforato il limite d’età. Graziosi ha risposto in questi giorni alle domande di allora di Gianluca Vacca e Francesco D’Uva (M5S) alla Commissione Cultura della Camera: la norma non si applica a chi superi i 70 anni se ciò avviene durante il mandato – sostiene – perché il regolamento interno dell’Anvur non prevede limiti. Il pasticcio nasce dal fatto che la legge istituiva di Anvur, non prevedeva limiti d’età, introdotti solo dopo dalla Gelmini. Ma il regolamento di Anvur non mai stato aggiornato. Per questo, secondo Graziosi, la legge Gelmini non si applica. “Prendendo per buono il parere di Graziosi, si potrebbe accettare la permanenza di Miccoli nel direttivo, ma non l’attuale nomina a presidente,” dice D’Uva. In realtà, quello stesso regolamento fu scavalcato nel 2013 in occasione della nomina a consigliere proprio di Graziosi. Si era dimesso un membro del consiglio e, da regolamento, chi lo avrebbe sostituto poteva restare in carica solo per la durata residua del mandato del dimissionario. Il governo intervenne con un decreto legge che garantì a Graziosi un pieno mandato di 4 anni. Nel 2016, Graziosi fu nominato presidente.

Nel 2015, Miccoli ha concorso alla carica di commissario del direttivo di Anvur con un tema di 6 pagine dove 9 passaggi risultano identici a quelli presenti in articoli di altri autori, senza virgolette né citazione. “Curiose coincidenze”, le definì il blog Roars, che segnalò la notizia prima che la nomina di Miccoli passasse al vaglio della Commissione Cultura della Camera nel 2015, che l’approvò. “Ci aspettiamo che il ministero faccia chiarezza su questa vicenda. Assurda se si pensa alla severità delle regole che imbrigliano migliaia di professori e ricercatori,” spiega D’Uva (all’epoca uscì dall’aula per protesta). “Perché le regole vanno rispettate ai piani bassi e interpretate a quelli alti?”. Di esempi ce ne sono altri: la ministra per la Pubblica amministrazione Marianna Madia nel 2008 ha conseguito un dottorato in Economia alla Scuola di Alti Studi Imt di Lucca, in cui compaiono blocchi per oltre 4 mila parole ripresi da altri articoli senza citazione né virgolette. Dopo 6 mesi di indagini, Imt ha chiuso il caso senza procedere contro la ministra e senza rendere pubbliche le risultanze della perizia sulla tesi (Il Fatto ha chiesto l’accesso agli atti per ottenere i documenti). Il rovescio della medaglia è un ricercatore siciliano: nel dicembre 2011, Gianbattista Sciré vince un concorso da ricercatore a termine all’ateneo di Catania, ma il posto viene assegnato a un altro. Il Tar della Sicilia e poi il Consiglio di Stato hanno dato ragione a Sciré già 6 anni fa: il posto gli spettava. Ma non è mai stato reintegrato. “La logica è quella degli schieramenti, la democrazia è in stallo. Così le regole sono un po’ più elastiche per chi sta dalla parte giusta”, spiega Giuseppe de Nicolao, ordinario di Ingegneria a Pavia e membro di Roars.

L’Accademia dei Lincei che aveva designato un suo socio (Roberto Antonelli) nel comitato di esperti che hanno selezionato Miccoli, non ha risposto alle domande del Fatto. Così come un altro esponente dell’accademia, Giorgio Parisi (Fisica Teorica alla Sapienza). Anche la ministra dell’Istruzione Valeria Fedeli si è negata.

FQ 19 Dicembre 2017