Torino –  Nella Città del libro, le biblioteche civiche non hanno soldi per comprare i libri. Lo stanziamento per lo scorso anno è stato uno zero bello tondo, e per quest’anno speriamo in bene. Bisogna aspettare l’ultima variazione di bilancio, e come sempre i responsabili delle strutture arriveranno angosciati agli ultimi giorni di dicembre – se non proprio alla mattina del 31 – per sapere quanti soldi avranno a disposizione per il capitolo “acquisti materiale bibliografico”.

Perchè? Il problema arriva da lontano, anche se spicca la piccola spesa riferita al 2016: 132.570 euro per abbonamenti a giornali e  riviste, 47mila e 140 euro spesi per ebook (introdotti nel 2014, con stanzimenti stabili), niente per l’acquisto di libri. Lo scorso anno la giunta a 5 stelle ha dirotttato le poche risorse previste per le civiche sul settore sociale, e così  i lettori iscritti nelle sedici sedi torinesi sono rimasti a mani vuote. Pochi titoli  ( a parte i libri in formato elettronico, che però non tutti gradiscono), per lo più acquisiti grazie a donazioni. “Nel 2016 le difficoltà  di bilancio  non ci hanno consentito di procedere all’acquisto di libri”, dice l’assessora alla Cultura Francecsca Leon. Nel 2017  “è stato previsto uno stanziamento di 310mila euro, la relativa gara per l’acquisizione è già stata predisposta”.

Se andrà così, sarà una inversione di tendenza rispetto al bilancio degli ultimi dieci anni: nel tirennio 2006-2009 (epoca Chiamparino) lo stanziamento fu di 2 milioni e 550mila euro, vale a dire 850mila euro l’anno. L’anno 2009 vide addirittura salire la cifra a un milione tondo, che però l’anno successivo scivolava già a 800mila. E giù giù, (era evidentemente l’inizio della fine) nel 2011 – e qui cominciava l’era Fassino – e nel 2012 solo 500mila euro, nel 2013 260mila, nel 2014 215mila e 619. Insomma, tutto un dimezzamento, nel 2015 si arriva a 115mila euro. Anche i fondi per gli abbonamenti a giornali e riviste hanno sofferto parecchio: erano 214mila e 800 nel 2006, dieci anni dopo scendevano a quota 132mila e rotti.
La giunta Appendino, che si è insediata nel luglio 2016, ha ereditato un bilancio, poi confermato però, che slittava verso il basso. I libri? Cenerentole. E questo in una città dove la cultura è centrale  e cruciale in tutte le sue manifestazioni, a partire da Salone del Libro e Torino Film festival.
Le biblioteche civiche, a partire dalla sede storica centrale di via della Cittadella, rimediano come possono alla mancanza di risorse, eppure con quel poco fanno miracoli. Centomila partecipanti  l’anno a gruppi di lettura, lezioni, incontri con gli autori, laboratori per bambini. Molti sono organizzati da volontari. Centomila persone che frequentano eventi in biblioteca non sono pochi. E per tutto questo, neanche un euro.
Repubblica, 13 dicembre 2017