Alzi la mano chi non è mai andato per bancarelle in uno dei mercatini natalizi che riempiono ogni anno le piazze d’Italia. Luci e colori, capi d’abbigliamento e generi alimentari, oggetti di ogni tipo, natalizi e non. Ci si va, spinti quasi da un richiamo silenzioso. E’ così, inutile negarlo. Ed ora faccia un passo in avanti se c’é qualcuno che abbia resistito, prima o dopo qualche compera, alla gola. Insomma alla voglia di mangiare qualcosa, li, tra le bancarelle. Tanto meglio se il tutto avviene in qualche piazza storica di qualche città d’arte. Ogni cosa sembra più bella, ogni cibo quasi più buono.

Si verifica anche ad Urbino. Gazebo bianchi, in Piazza Rinascimento, di fronte a Palazzo Ducale, uno dei più interessanti esempi architettonici ed artistici del Rinascimento italiano e sede della Galleria Nazionale delle Marche. La circostanza che ci si trovi proprio nel cuore del centro storico dal 1998 Patrimonio dell’Umanità Unesco, non é senza importanza.
“Quegli orribili gazebo vanno subito rimossi. Non so chi li abbia autorizzati, non so niente della vicenda, ma il Palazzo è un bene che appartiene al mondo, all’umanità, come le Piramidi e il Louvre: va tutelato ad ogni costo”, ha detto Vittorio Sgarbi che a Urbino è assessore alla Rivoluzione, con deleghe alla Cultura e alla Tutela del centro storico. La questione ha scatenato polemiche. Nonostante il sindaco Gambini cerchi di giustificare la presenza delle bancarelle. “Il mercatino dell’artigianato di qualità in piazza del Duca ha tutte le autorizzazioni della Soprintendenza … Può non piacere, ma le procedure sono state tutte rispettate: il centro storico va vissuto, quella piazza va vissuta, e la risposta dei cittadini premia la nostra scelta … E poi, il mercato finisce il 10, e il Palazzo ducale è completamente accessibile”. Insomma nessuna azione illegale. La Soprintendenza ha autorizzato ogni cosa. E così nessun abuso. I gazebo di fronte a Palazzo Ducale sono in regola, almeno per la Soprintendenza. Proprio come quelli che da anni, ogni Natale, riempiono Piazza Trento e Trieste, a Ferrara, anche di fronte alla Chiesa di San Romano, ora Museo della Cattedrale. Piazza che si trova nel centro storico della città e anch’essa patrimonio dell’umanità.
A scatenare le proteste ad Urbino in realtà non sono solo i gazebo, ma un camioncino di Porcobrado, il truckfood inventato da Angelo Polezzi, presidente del consorzio Cinta Senese Dop. La specialità sono i panini con una sorta di porchetta fatta con maiali toscani. Una prelibatezza, dice chi li ha provati. Ma la porchetta é uno sfregio all’Unesco, sostengono in molti.
E’ evidente non si tratta di gusti gastronomici. La questione é un’altra. La possibilità che gazebo e camioncino impediscano la vista della piazza, ne stravolgano le prospettive. Timori legittimi, senza dubbio. Uno spazio del centro storico non può trasformarsi in una fiera. Non può rinunciare alla sua identità. Neppure a Natale. E’ fuori luogo. E poi una piazza storica non é l’esterno di uno stadio, dove i camion bar offrono panini con la salsiccia. Tutti argomenti da tener presenti. Perché alle piazze e strade, non solo ai monumenti e ai palazzi storici, deve essere assicurato un inderogabile decoro. Su questo non si può discutere. Ma é pur vero che le piazze debbono essere vitali. Per non correre il rischio di trasformarsi in quelle metafisiche di Giorgio De Chirico. Popolate solo da ombre.
Comunque, già il 10, il Porcobrado se ne andrà. Ancora pochi giorni e anche i gazebo scompariranno. Insomma ad Urbino tornerà tutto come prima.

http://il_barone_rampante.blogautore.espresso.repubblica.it/2017/12/09/urbino-porchetta-per-tutti-davanti-a-palazzo-ducale/