Via libera per costruire un albergo di lusso da 110 camere e un ristorante d’eccellenza nell’isolotto del Siracusano e nella vicina tonnara, acquistate da alcuni imprenditori mantovani. Tutto pronto e permessi già concessi. Ma Legambiente denuncia il mancato rispetto delle normative e rivolge un appello al neo assessore regionale Vittorio Sgarbi

Per Mario Soldati era uno dei “luoghi più belli del mondo”. Ed aveva ragione. L’isolotto di Capo Passero, all’estremità sud-orientale della Sicilia, nel territorio comunale di Portopalo di Capo Passero, nel Siracusano, è un paradiso naturale. Con un forte, realizzato tra il 1599 e il 1607,

restaurato una decina di anni fa per diventare un Ecomuseo, gestito da Legambiente, ma di proprietà del Demanio. Un luogo incontaminato di circa 630mila metri quadrati, finora. Fino a quando un gruppo di professionisti mantovani ha deciso di acquistare l’isolotto, oltre che una tonnara e l’annesso parco sulla terraferma, dal proprietario Francesco Bruno di Belmonte. Per farne cosa? Tutto chiarito dal progetto bello e pronto già alla stipula del preliminare. Un resort da 18 suite con un ristorante d’eccellenza nei magazzini sull’isola, mentre 110 stanze, bar, ristorante, centro benessere, piscine e solarium troveranno posto nella tonnara.

Una struttura del XII secolo, abbandonata da almeno un secolo. Progetto presentato e approvato alla fine di agosto dal Comune e dalla Soprintendenza ai Beni culturali e ambientali di Siracusa. “Questa avventura imprenditoriale è una grande opportunità per il nostro territorio” secondo il sindaco Giuseppe Mirarchi. “La tonnara e i magazzini che si trovano sull’isolotto sono tutelati dal Piano paesaggistico che impone il divieto di nuove costruzioni, ma non la riqualificazione di quanto esistente”, chiarisce la soprintendente Rosalba Panvini. A sostenere il progetto anche Fernanda Cantone, neo proprietaria del castello Tafuri, nei pressi della tonnara, secondo cui il progetto “agevola il comparto turistico di qualità e risolve un problema. Le strutture che stanno per essere vendute sono in uno stato pietoso”. Insomma una occasione imperdibile. Con i progettisti che provano a rassicurare sul fatto che “non ci sarà nessuno scempio, vengono riqualificate le opere già esistenti”.

Tutti felici e contenti, quindi? Ad avere forti perplessità sono alcune associazioni ambientaliste. “Non siamo contrari, in linea di principio, alla riqualificazione degli immobili a terra, ma ci chiediamo come sia possibile un intervento sull’isola, cambiando radicalmente la destinazione d’uso degli immobili, senza cancellare la loro memoria storica e senza aggirare i vincoli paesaggistici”, spiegava ad ottobre Paolo Tuttoilmondo, di Legambiente Sicilia. Così l’associazione ambientalista ha chiesto alla Soprintendenza di revocare l’autorizzazione concessa. Inutilmente. Nonostante sembrino esserci fondati motivi. “Avevamo dimenticato l’esistenza della riserva, avevamo ritenuto che facessero finta di non sapere che la riserva c’era, ma adesso dopo la nostra segnalazione, la Soprintendenza di Siracusa continua a negarne l’esistenza ed il conseguente rispetto delle norme di tutela e delle leggi ambientali della Regione. Questo per noi significa essere in malafede“, dice Gianfranco Zanna, presidente Legambiente Sicilia. Ma non tutto è perduto. Ecco l’appello a Vittorio Sgarbi, neo assessore regionale ai Beni culturali “perché fermi lo scempio edilizio”. In attesa della promessa “verifica dell’ufficio legislativo dell’assessorato” sulla questione e la verifica della legittimità della pratica, non rimane che sperare. Ma intanto Legambiente continua la sua azione di denuncia. “Speriamo di non dovere ricorrere all’autorità giudiziaria per difendere quegli splendidi luoghi”, ha detto pochi giorni fa Paolo Tuttoilmondo. Insomma la battaglia prosegue.

https://www.ilfattoquotidiano.it/2017/12/04/sicilia-la-soprintendenza-autorizza-il-resort-a-capo-passero-ma-dimentica-che-quella-zona-e-riserva-naturale/4019028/