Con provvedimento dell’aprile scorso il Consiglio regionale delle Marche ha abrogato la legge 43/1990 che tutelava il patrimonio archivistico e librario conservato dalla Fondazione Romolo Murri di Urbino e dal Centro Studi Romolo Murri di Gualdo. Si tratta degli unici enti culturali colpiti, dal momento che nessun intervento è stato compiuto sulle leggi che finanziano tutti gli altri istituti culturali marchigiani.

Vale la pena ricordare che si tratta della preziosa biblioteca di Romolo Murri (1870-1944), sacerdote, giornalista, scrittore, politico marchigiano, dei suoi scritti inediti e della corrispondenza con il mondo intellettuale, religioso e politico europeo fra la fine dell’ottocento e gli anni della seconda guerra mondiale. Una documentazione unica nel suo genere, classificata per questo di alto valore storico dalla Sovrintendenza ai beni archivistici e librari delle Marche e rientrata nel Progetto archivi on-line del Senato della Repubblica.

A questo patrimonio culturale negli anni si è aggiunto altro materiale documentario, in particolare l’archivio Paul Sabatier (1854-1941), famoso storico del francescanesimo, a lungo vissuto ad Assisi, l’emeroteca dei padri scolopi di Firenze editori negli anni del Concilio Vaticano II della rivista Testimonianze, la biblioteca e l’archivio privato di Lorenzo Bedeschi (1915-2006), già docente all’Università di Urbino, propulsore degli studi sul modernismo e dell’incontro fra le famiglie politiche cattolica, socialista e comunista per il rinnovamento del Paese.

Alla fine anni ottanta, Lorenzo Bedeschi e Carlo Bo diedero vita presso l’università di Urbino alla Fondazione Romolo Murri, che da allora ha organizzato convegni nazionali e internazionali, conferenze e iniziative divulgative, ospitato studiosi provenienti da ogni continente, pubblicato libri a diffusione planetaria, e ultimamente Modernism. Rivista di storia del riformismo religioso in età contemporanea, proiezione nel mondo di un’attività culturale marchigiana.

Nel contempo, a Gualdo, dove Murri è sepolto, nasceva il Centro Studi che conserva la sua biblioteca, numerose carte d’archivio, una ricca emeroteca mettendo a disposizione degli studiosi i documenti attraverso un apposito servizio on-line. La pubblicazione dell’inedito di Murri La Chiesa e i tempi. Contributo per un esame di coscienza viene presentata in questi giorni, prima iniziativa dopo il terremoto che ha danneggiato anche la casa dell’intellettuale.

La soppressione della legge cancella la possibilità di tutelare questo patrimonio e di valorizzarlo tramite le iniziative che attorno ad esso si sono svolte per oltre trent’anni. Per questi motivi i responsabili scientifici e amministrativi della Fondazione e del Centro Studi Romolo Murri chiedono anzitutto che vengono erogati i contributi previsti dalla legge fino alla sua soppressione, che venga inoltre ripristinata la legge 43/1990, e infine che la somma assegnata venga riportata ai livelli iniziali al posto dei 4000 Euro erogati fino al 2014.

Alfonso Botti (presidente FRM Urbino, Università di Modena e Reggio Emilia)), Rocco Cerrato (già Università di Urbino), Luigi Alfieri (Università di Urbino), Daniela Saresella (Università di Milano), Ilaria Biagioli (Università di Modena e Reggio Emilia), Daniele Menozzi (Scuola Normale Superiore di Pisa), Fabrizio Chiappetti (Fondazione Romolo Murri), Anna Maria Massucci (Miur, Centro Studi Romolo Murri Gualdo)

https://fondazioneromolomurri.wordpress.com/2017/11/10/lettera-aperta-al-consiglio-regionale-delle-marche/