“Rimettete in piedi con me il tempio G di Selinunte”, ripete da qualche
giorno, ossessivamente, uno dei candidati alla presidenza della Regione
Siciliana. Ovvero Vittorio Sgarbi. Insomma, egli si propone di ricostruire
il tempio G di Selinunte per farne “l’ottava meraviglia del Mondo”.
L’ipotesi di ricostruzione propagandata da Sgarbi dimostra inesorabilmente

quanto sia cinica e decadente la sua visione del mondo. Quanto sia
strumentale il suo rapporto con l’arte e la bellezza. E d’altronde,
sull’annoso tema della ricostruzione del tempio G di Selinunte, si sono
espressi – tra gli altri – con inequivocabile chiarezza scientifica,
Cesare Brandi, Giuseppe Voza, Salvatore Settis, Sebastiano Tusa. Dunque,
lasciateci continuare a contemplare, magari pulito, ben mantenuto e
assistito, il gigantesco ammasso delle membra abbattute del tempio G, che
da secoli domina il magico paesaggio archeologico di Selinunte. Non serve
altro. Non è possibile fare altro.

Leandro Janni
Presidente di Italia Nostra Sicilia

11 settembre 2017