Venezia. “La memoria non basta”: è il messaggio che Gianni Amelio porta alla Mostra insieme al film di quindici minuti girato ad Amatrice, un anno dopo il terremoto. Casa d’altri si apre su due turisti che si fanno un selfie davanti alle macerie, un ragazzo parla al telefono con qualcuno che, dallaltra parte, credo che le casette moderne della ricostruzione siano “una fortuna” rispetto a quelle vecchie. Segue un anziano minuto che  vaga per le strade con la foto di qualcuno in

mano. Tra le testimonianze, un soccorritore racconta della donna salvata dal sisma grazie al suo gatto,  una maestra preoccupata dagli incubi dei bambini. E una lunga sequenza tra le macerie, l’anziano che scava da solo tra i mattoni, con le mani.

“Il mio film è una denuncia: si comincia con la volgarità umana di chi  pensa che una tragedia come il terremoto possa succedere solo in casa d’altri, e si finisce con l’umanità vera. Anche se non ci sono lacrime, perché sfruttare le emozioni sarebbe stato pornografia: l’intento era mostrare lo stato dei lavori un anno dopo. E ho rispettato e compreso quegli abitanti di Amatrice che, vedendo la macchina da presa, hanno avuto un gesto di dignitoso rifiuto: “No grazie, no”‘.  Amelia spiega che il suo non è un documentario ma un film: “Ho chiesto ad alcune persone di interpretare una storia, come Lamberto Maggiorani faceva in Ladri di biciclette“. Il sentimento che ha mosso il regista (che alla Mostra è anche il presidente della sezione Orizzonti e riceverà il premio Bresso) è la rabbia: “Una rabbia feroce, perché quello che è successo ad Amatrice si è ripetuto due settimane fa a Ischia. Sono venute giù case costruite di recente, senza criteri antisismici. Allora la colpa della tragedia non è il fato ma la speculazione umana: perché non possiamo cambiare le cose? I criminali che costruiscono nel modo sbagliato vanno perseguiti, di queste cose bisogna parlare”.

Casa d’altri si potrà vedere domani su Rai1 alle 23,05, dopo la partita Italia-Spagna.

Arianna Finos, Repubblica, 1 settembre 2017