Resta aperta la mobilitazione dei lavoratori “volontari” della Biblioteca Nazionale di Roma.

Comunicato Nidil-Cgil

Sono uno“scontrinista” della Biblioteca Nazionale di Roma e con i miei colleghi abbiamo denunciato pubblicamente la condizione umiliante a cui siamo stati ridotti. Pagati per anni attraverso rimborsi spese fasulli per 400 euro mensili da giustificare attraverso, appunto, gli scontrini di bar e negozi, raccattati pure per terra.

 

Siamo inseriti nei turni del personale della biblioteca e le nostre mansioni vanno dalla vigilanza agli accessi, alla distribuzione del materiale librario nelle sale di lettura, ai servizi di magazzino e altri uffici. Lavoriamo quattro ore al giorno, cinque giorni su sette. Siamo tuttavia convinti che il nostro caso sarà al centro del dibattito nella sinistra, in tutte le sue articolazioni, come triste esempio della trasformazione del lavoro, dal diritto sancito dalla Costituzione alle odierne forme di odioso accattonaggio.

23 maggio. Per avere osato protestare veniamo cacciati in blocco. Ci viene comunicato con apposito sms che da domani mattina non potremo più prestare la nostra attività. L’ordine è arrivato dal direttore generale del Mibact che ha sospeso la convenzione con l’associazione Avaca (responsabile il sindacalista Claudio Rastelli) che forniva servizi al ministero.

22 luglio. Sfogliamo i giornali ma, trascorsi ormai due mesi, sulla nostra vicenda, purtroppo, neppure una riga. Forse perché quasi tutto lo spazio sul dibattito nella sinistra, e tra le sue diverse articolazioni, viene dedicato all’abbraccio tra uno dei nostri leader più stimati, Giuliano Pisapia, e il sottosegretario Maria Elena Boschi. Un segnale sicuramente costruttivo in vista della creazione di un polo riformista in grado di restituire al lavoro la dignità perduta.

23 luglio. Ancora niente che ci riguardi. Molta evidenza invece alla dichiarazione di Roberto Speranza, stimato leader di Mdp, sull’abbraccio di Pisapia: “Giuliano, quella foto con la Boschi ha fatto storcere il naso a un pezzo del nostro mondo”. Un contributo fattivo e di chiarezza che avrà certamente riflessi positivi nel dibattito a sinistra e sul diritto al lavoro umiliato e offeso.

26 luglio. Persiste il silenzio sulla nostra vicenda. Per non turbare, probabilmente, la positiva conclusiva della trattativa sugli “scontrinisti”, dopo la vasta eco suscitata. Ampio rilievo viene ancora dato alle dichiarazioni di Pisapia, costruttore benemerito del Campo progressista che persegue l’unità della sinistra e delle sue articolazioni, a proposito delle polemiche sull’abbraccio con la Boschi: “Non ne posso più di Mdp e dei loro attacchi strumentali. Basta, ora mi hanno proprio scocciato”. Un franco contributo alla discussione sulle prospettive della sinistra.

Siamo ormai ad agosto e mentre prosegue il dibattito a sinistra registriamo l’impegno del Mibact “a indagare sull’uso improprio del volontariato all’interno delle proprie strutture”. Percorso che porterà sicuramente alla eliminazione di sacche di scontrinisti annidati nelle strutture ministeriali. Mentre ferve il dibattito sull’abbraccio Pisapia-Boschi alcuni di noi rileggono l’articolo 36 della Costituzione. Esso dice che “il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e alla qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un’esistenza libera e dignitosa”. Quando lo hanno abrogato?

(Ricostruzione immaginaria – ma non troppo – di fatti realmente accaduti).

 

Il Fatto Quotidiano, 30 luglio 2017