Naturalmente accade a Pisa, la città delle torri di cemento di un certo Bulgarella (si dice prestanome di Matteo Messina Denaro), la città del People Mover (il trenino sopraelevato costato circa 80milioni di euro per 1,7 Km di tratta, che è andato a sostituire un treno perfettamente funzionante), la città dei milionari progetti PIUSS che non sono bastati a recuperare un patrimonio storico e artistico per lo più in dissesto, chiuso e abbandonato. Accade a Pisa, dove la Biblioteca Universitaria è chiusa da oltre 5 anni nel silenzio generale, dove libri e documenti della Domus Mazziniana sono stati trasferiti a 20 Km di distanza…

Associazione Culturale Artiglio – Pisa

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COMUNICATO

Oggi, tra colpevoli silenzi e il compiaciuto disinteresse del comune e della provincia di Pisa chiuderà la biblioteca provinciale senza che in quasi tre anni sia stata individuata alcuna soluzione per la salvaguardia del suo inestimabile patrimonio e delle competenze professionali e senza alcuna proposta seria e concreta per la sua riapertura.

La biblioteca provinciale rappresenta uno dei pezzi più importanti e significativi di una storia che aveva qualificato l’istituzione Provincia di Pisa come una delle più attente e sensibili del panorama nazionale ai temi della valorizzazione e diffusione della cultura, detentrice tra i suoi cataloghi di una delle principali emeroteche e uno dei cuori pulsanti della vita culturale e formativa della nostra città: luogo di studio e di ricerca ma anche di incontro e di socialità.
La chiusura di questo spazio culturale rappresenta per noi un insulto alla storia della nostra città e a tutti coloro che anche in un recente passato si sono prodigati affinché Pisa fosse un punto di riferimento e di innovazione nelle pratiche per la diffusione della cultura. Da oggi Pisa sarà più povera e segnerà un altro pesante attacco al suo tessuto di sapere e conoscenze che abbiamo vissuto in questi anni, dalla chiusura della Limonaia, alle vicende infauste della Domus Mazziniana e della Biblioteca Serantini. Ma per tutto questo ci sono responsabili ben precisi che hanno promulgato leggi e avuto atteggiamenti deferenti rispetto agli scempi sugli spazi culturali e di socialità: dal ministro Delrio con la deforma istituzionale delle province, al partito democratico a livello nazionale e locale fino al sindaco e presidente della provincia di Pisa Marco Filippeschi.

Distruggere e smantellare i luoghi della cultura ha una funzione ben precisa, avere cittadini meno consapevoli e critici.

Noi a tutti questo non ci stiamo. Oggi porteremo ancora una volta in consiglio comunale il caso della biblioteca provinciale perché non è accettabile che il comune di Pisa non muova un dito mentre si pensa di “privatizzare ” , concedendole alla cooperativa PAIM, le Officine Garibaldi di via Gioberti che, ricordiamo, erano state pensate e costruite con finanziamenti pubblici per ospitare, appunto, la biblioteca provinciale e che oggi, a distanza di due anni dalla loro realizzazione, giacciono in completo stato di abbandono.

Una città in comune
Rifondazione Comunista Pisa

20 Luglio 2017