In una riunione con le organizzazioni sindacali del 3 scorso Il Ministero dei beni culturali ha annunciato che sta preparando la concessione delle Residenze sabaude statali di Moncalieri e di Aglié in uso al Consorzio di valorizzazione delle Residenze Sabaude diretto dall’incontenibile ex direttore regionale Mario Turetta, che fu imposto nel 2015 al Consorzio dal ministro Franceschini dopo un braccio di ferro con la Regione Piemonte la quale, perplessa sulle ambizioni del personaggio, voleva che il direttore fosse scelto con bando concorsuale.
Questo ulteriore passo a favore del predetto viene annunciato proprio appena dopo che lo Stato ha investito notevoli fondi per il restauro e riqualificazione di queste residenze (5 milioni su Agliè in vista dell’ampliamento degli spazi di apertura e altri fondi a Moncalieri), secondo il noto principio della privatizzazione degli utili e della statalizzazione delle perdite. A questo punto sembra avviarsi uno svuotamento tendenziale del “Polo museale” regionale piemontese del Ministero dei beni culturali, quasi che il suo destino fosse quello di trasfondersi interamente nel consorzio privato, secondo la dilagante tendenza alla ‘privatizzazione’ della fruizione e valorizzazione del patrimonio statale perseguita dai recenti ministri dei beni culturali e ora dal ministro Franceschini. Anche la situazione dei lavoratori addetti alle sedi va a peggiorare seriamente in quanto il Consorzio, come già accade in situazioni simili, preferirà ricorrere a cooperative a basso costo con rapporti di lavoro precari a tempo determinato ed espellere il personale del Ministero.
Non viene spiegato e non si comprende perché il Ministero non possa valorizzare al meglio questi siti che già gestisce, per i quali non si vede alcuna giustificazione oggettiva della concessione in uso, se non un motivo meramente politico di consentire al Consorzio diretto da Turetta di costituire una sorta di feudo/monopolio sulle residenze sabaude. A differenza dell’operazione di recupero della reggia di Venaria, finalizzata a rendere la residenza fruibile come non era da tanti anni, iniziativa alla quale ha contribuito sostanzialmente la Regione Piemonte, qui si tratta di una mera cessione priva di qualsiasi specifico piano progettuale di siti del Ministero.
Emergenza Cultura denuncia la pericolosità di questa vicenda sia sotto il profilo della tutela professionale che come sintomo ulteriore della dismissione di prerogative pubbliche: il Ministero ha le competenze per gestire direttamente e in modo più adeguato ed efficiente un patrimonio su cui sono state investite risorse della collettività e non deve essere costretto ad arretrare da iniziative che gli appartengono da questa politica rinunciataria del ministro che smentisce la sua stessa missione istituzionale.

15 luglio 2017