Tutto è paralizzato nell’archeologia romana, a parte l’orrenda ferraglia che dal Palatino per tre mesi diffonderà il rock di “Divo Nerone” di cui sentivamo molto la mancanza. Tutto è fermo perché lo squartamento della Soprintendenza Archeologica – che copriva tutta l’area di Roma antica – ha creato strutture ingestibili. Investite – come tutte le cattive leggi – da ricorsi su ricorsi. Sull’assurdo Parco del Colosseo ne pendono ben 4 e altri sono attesi, dopo le sentenze del Tar sui primi 20 Musei di eccellenza (colpendo un solo straniero, Peter Assmann), per i successivi 10 fra cui Museo Nazionale Romano, Ostia, Appia Antica, ecc. Per tutte le selezioni l’accusa del Tar è: “criteri magmatici”. Intesi?
Sul Parco del Colosseo pendono ricorsi del Comune (sospensiva urgente e giudizio immediato) e della Uil (sospensiva urgente). La gara per la biglietteria è pure bloccata dagli stessi concorrenti, Perché? Passati 15 giorni il Tar dovrebbe decidere. Qui va ricordato che la cervellotica riorganizzazione non è stata decisa con un disegno di legge, ma con un emendamento del Pd romano alla legge di stabilità, per almeno tre volte dichiarato irricevibile in Finanziaria dal presidente di commissione. Che, alla fine, messo alle strette, ha ceduto alla barbarie legislativa.
La stessa con cui si voleva riformare la legge del 2001 con la quale il governo Amato (sottosegretario lo stesso Franceschini) riservò ai soli cittadini italiani i concorsi per dirigenti statali: si immetteva un articoletto nella cosiddetta “manovrina”…Fermi tutti, ha detto il Consiglio di Stato.
Quando si tornerà a limpide regole parlamentari?

Corriere della Sera-Roma, 31 maggio 2017