(di Paolo Liverani) Il governo italiano è di una efficienza veramente prodigiosa. Beh, non proprio sempre: quando si tratta di salvare i monumenti terremotati, per esempio, ha tempi geologici, ma quando un ministro fa una figuraccia è fulmineo, in tempo reale. Il 24 maggio scorso il TAR del Lazio dichiarava illegittimo il concorso che aveva attribuito la direzione del Palazzo Ducale di Mantova a Peter Assmann perché non era in possesso della cittadinanza italiana come prescritto dalla legge sulla funzione pubblica (DL 165/2001 art. 38). Il 25 scoppiava la bagarre sui giornali. Il 26 la Commissione Bilancio approva un emendamento nella cosiddetta “manovrina” inserendo il comma 7 bis nell’articolo 22 (nessun legame con il famoso “Comma 22” di Joseph Heller), per dire che la legge che bandiva i posti di superdirettore si deve interpretare diversamente da come ha fatto il TAR. Più efficienti di così si può? Sia chiaro innanzitutto che non si discute qui se sia giusto o meno che un cittadino non italiano sia superdirettore e ancor meno si eccepisce sul curriculum di Assmann – certo migliore di quello di diversi suoi colleghi superdirettori. Possiamo però dire che questa è una legge ad personam, perché riguarda esclusivamente Peter Assmann – un onore che forse finora aveva avuto solo Berlusconi – e retroattiva, perché modificando l’interpretazione – a detta del TAR chiarissima – della legge precedente vuole sanare la figuraccia del ministro Franceschini (e mettere in sicurezza altri superdirettori stranieri che per il momento non hanno subito ricorsi). Figuraccia che nasce dal fatto che al momento del bando dei superdirettori si era dimenticato della legge sulla funzione pubblica, quella che praticamente aveva scritto lui. Fu varata infatti quando Franceschini era sottosegretario con delega proprio alla funzione pubblica. A dirla tutta la risposta alla domanda “si può essere più efficienti di così?” è un chiaro sì, certamente: basta prevedere la norma nel bando e non arrampicarsi sugli specchi a posteriori cercando di screditare il TAR, creando un vulnus giuridico e facendo una lex ad personam.