“Promozione e tutela vanno integrate”

«Poiché nulla o quasi traspare di questo autentico disastro sui media nazionali… ho pensato che fosse utile dar conto sistematicamente delle vicende della tutela in Italia… una Nazione che oggi sembra aver smarrito il senso della propria storia migliore. Una Repubblica che tutela sempre meno il Belpaese. Un suicidio culturale che avviene in un silenzio generale». Si leggono queste parole, e le si ascoltanto dall’autore, Vittorio Emiliani, giornalista di rango, storico, attivo in Italia Nostra, all’inizio del volume Lo sfascio del Belpaese. Beni culturali e paesaggio da Berlusconi a Renzi (Edizioni Solfanelli), che si presenta oggi (Ndr: 23 maggio) alle 17.30 all’Archiginnasio, dove Pier Luigi Cervellati, Maria Pia Guermandi e Jadranka Bentini discuteranno con Emiliani stesso. E’ una requisitoria, la sua, o un robusto grido di dolore.
Qual è la causa determinante dello sfascio?
«Alla metà degli anni’90 è scattata una gravissima mutazione culturale. La cultura non più valore in sé, ma merce. Soltanto nel 1909 l’Italia unita era giunta alla sua prima legge di tutela

organica del patrimonio e solo nel 1922, con Croce, a quella sulle bellezze naturali. Bottai nel ’39 centralizzò ma non snaturò quelle leggi. Poi ci fu lo splendido articolo 9 della Costituzione secondo cui la Repubblica “tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della nazione”.. Ma vent’anni fa si decise di ignorare, di travolgere ogni legge, insieme all’articolo 9 della Costituzione».
Può spiegare questo mutamento?
«Intanto, la spesa per le attività del ministero creato nel 1974 da Giovanni Spadolini è scesa via via, dopo il 2000 dallo 0,40% del bilancio statale del governo Prodi allo 0,19 dei governi Berlusconi. Un salasso spaventoso. E con l’avvento di Berlusconi vinsero la visione edonistico-commerciale, l’irruzione dei cosiddetti manager. Per non dire della miriade di decreti legge fatti per abbassare i limiti e i controlli per le edificazioni e l’impatto ambientale».
Con la cosiddetta riforma Franceschini la situazione non è migliorata?
«Lo speravo, e lo speravano in molti. Ma non fu così. Si partì disossando le soprintendenze, “maledette” da Renzi fin dal 2011 in un suo libro, Stil novo, con l’accusa di intralciare ogni novità. Si separarono tragicamente la valorizzazione dalla tutela, si umiliò quest’ultima e si staccarono i musei dal territorio, per la falsa idea che l’arte debba far soldi, mentre questo è compito del turismo. Il Louvre riceve ogni anno una sovvenzione pari al 50% del fabbisogno per sopravvivere. Ma costoro non lo sanno».
Eppure si inneggia a grandi successi…
«Il turismo cresce come in Spagna, in Portogallo e in Grecia per il declino turistico, causa terrorismo, della Francia, della Tunisia, dell’Egitto, della Turchia. Per non parlare della Libia. Sarebbe bello avere dati sulle famose affollatissime domeniche gratuite, mentre si è abolita la carta over 65 per l’ingresso libero sistematico nei musei».
In questo sfacelo come stanno l’Emilia-Romagna e Bologna?
«La regione purtroppo è ai vertici della cementificazione con Lombardia e Veneto. Fu la prima a presentare un piano paesaggistico per la legge Galasso nel 1986 e adesso? E’ saltato tutto, sulle coste non c’è più un metro di duna. Il lavoro di Cervellati sul centro fu ritenuto un modello europeo, ma certi architetti lo definirono una ‘paccottiglia’».
Ora è scoppiato il caso Ibc…
«E’ amaro. Ma mi lasci ricordare il momento glorioso dell’istituto e la sua partecipazione alle mostre su Guido Reni, i Carracci e il Guercino degli anni ‘80, capaci di conquistare i grandi musei americani ed europei».
Una soluzione?
«Ricostruire un ministero del patrimonio, dove valorizzazione e tutela si integrino, dove gli archivi e le biblioteche siano agibili, dove le soprintendenze vivano e dove si riesca a realizzare da noi un vero parco del Delta del Po. Senza desertificare i centri storici e senza imbruttire il paesaggio. E al turismo bisogna offrire uno standard più organizzato»…
Dietro la requisitoria c’è una battaglia di lunga lena. Anzi, infinita.

Resto del Carlino, 23 maggio 2017

Ndr: IL LIBRO VERRà PRESENTATO A FIRENZE, ALLA PRESENZA DELL’AUTORE, LUNEDI 29 MAGGIO ALLE ORE 17, PRESSO LA FONDAZIONE CIRCOLO ROSSELLI, VIA ALFANI 101/R