«Il Bargello è il più bel museo di sculture al mondo e ho trovato incredibile, oggi, (ieri per chi legge ndr.) dopo le due, trovarlo chiuso». Non siamo noi a dirlo, anche se l’apprezzamento per una collezione che comprende non solo capolavori noti come il Bacco e il Tondo Pitti di Michelangelo ma anche altre opere straordinarie, pur se meno emblematiche, è condivisibile: si pensi solo, al Ritratto di Battista Sforza di Laurana , la Dama col mazzolino del Verrocchio, le Sale dei Della Robbia. L’affermazione, si diceva, non è nostra, ma di Philip Rylands , direttore della Collezione Peggy Guggenheim di Venezia, arrivato venerdì a Firenze per partecipare a un

incontro organizzato dal museo Marino Marini per parlare di 25 anni di relazioni stabili tra lo stesso Guggenheim e le imprese. Un incontro a cui con Rylands c’erano presenti la direttrice del Marino Marini Patrizia Asproni e Michela Bondardo che, di questa e partnership tra Guggenheim e imprese, è stata a suo tempo la regista.

La riforma Franceschini
Il cortocircuito tra argomento dell’incontro — si parlava di efficienza, visione manageriale nella gestione dei beni culturali, spirito di servizio nei confronti dei visitatori — e reale condizione di un gioiello del nostro patrimonio artistico, chiuso per mancanza di personale, è stato evidente. Un cortocircuito che è stato lo stesso Rylands a evidenziare: dicendo: «La riforma Franceschini ha cercato di fare qualcosa per invertire la rotta, ma se le cose stanno così, se il pomeriggio un museo come il Bargello è chiuso, io sono contento di lavorare per il privato». La riforma Franceschini prevede un’autonomia parziale — i musei autonomi, possono gestire la maggior parte dei loro introiti, l’86,4 per cento, ma il personale è dipendente dello Stato — e nel caso del Bargello questa non è servita ad aumentare il numero dei custodi.
Il museo
Proprio parlando al Corriere Fiorentino, mesi fa, la direttrice Paola D’Agostino che venerdì sera abbiamo cercato senza riuscire a trovarla, aveva spiegato che i cinque musei da lei diretti (insieme con il Bargello ci sono Orsanmichele, le Cappelle Medicee, il Museo di Palazzo Davanzati e quello di casa Martelli) avrebbero bisogno di 85 unità di vigilanza per avere orari di apertura normali mentre ci sono solo 42 custodi. Una situazione di grossa criticità. Il risultato è che sul suo sito ufficiale sta scritto: «Il museo è chiuso la seconda e la quarta domenica di ogni mese e aperto la prima, terza e quinta; chiuso il primo, terzo e quinto lunedì di ogni mese, aperto il secondo e il quarto». E ancora: «Il museo aderisce alle prime domeniche del mese di apertura gratuita». Già capirci qualcosa e memorizzare il tutto, per organizzare eventuale visita è complicato. Inoltre nei giorni in cui è aperto, a meno che non ci siano particolari appuntamenti pomeridiani, l’orario delle visite è compreso tra le 8,15 e le 14.

http://corrierefiorentino.corriere.it/firenze/notizie/arte_e_cultura/17_marzo_25/firenze-bargello-chiuso-caso-internazionale-3276cbc0-1130-11e7-9abf-a74fdce5689c.shtml