Il comunicato stampa che vi alleghiamo è conseguente alla scelta da parte della Direttrice delle Gallerie Estensi di Modena di chiudere la sala di lettura della Biblioteca Estense.

Un ingombro, un inciampo questa Biblioteca Estense, secondo la fantasiosa manager di franceschiniana nomina. Chiamata  a seguito della celeberrima selezione internazionale, ex curatrice di un prestigiosissimo (?)  museo di Baltimora, la Direttrice Martina Bagnoli ha assunto come mantra la teologia della valorizzazione e si è subito trovata di fronte all’inciampo della Biblioteca Estense, con tanto di polverosi Bibliotecari, figure poco inclini a farsi valorizzare, anche se, fortunatamente per la innovatrice Direttrice, in via di estinzione.

E cosa fare di una Biblioteca così vecchia, in una città già piena di Biblioteche?

Il dilemma è stato, per così dire, risolto dal Ministero che, con un bel parere del suo Ufficio Legislativo, ha pensato bene di risolvere una delle tanti contraddizioni della bella riforma del suo Ministro, ovvero stabilendo l’annessione totale,  ai fini della “valorizzazione, di alcune prestigiose Biblioteche Statali (tipo la Biasa, la Braidense,ecc.) ai Musei autonomi o ai Poli museali afferenti. L’effetto è stato quello di un progressivo fagocitare fino persino alla sparizione delle denominazioni dalla toponomastica ministeriale.

Ma evidentemente non bastava. Da qui la decisione di chiudere la sala di lettura della ormai ex Biblioteca Estense, sala evidentemente poco funzionale alle politiche  immaginifiche messe in piedi dai nuovi manager dei beni culturali.

Con tanto di annuncio, in pompa magna, alla stampa locale.

D’altronde, con questa nuova fantasiosa gestione, si è pensato bene di interrompere qualunque acquisizione di libri, una pratica certamente noiosa e affatto remunerativa.

Questa è la piccola storia ignobile che vi vogliamo raccontare.

Togliere la sala di lettura ad una Biblioteca è come togliere i tavolini da un ristorante, il cilindro ad un mago, i freni ad una bicicletta.

Ma tant’è. Così va il mondo ai beni culturali, con tanto di gaudio mediatico esaltatore del ruolo taumaturgico di un Ministro che, come un pifferaio magico, indirizzerebbe masse sempre più imponenti verso i nostri Musei. Salvo poi affossare la cultura.

Ma questo, si sa, è solo un dettaglio.

Claudio Meloni per Emergenza Cultura