Comunicato stampa Fp CGIL Firenze

Ci chiediamo se faccia parte della strategia di valorizzazione dei musei autonomi del Mibact veder girare per le sale della Galleria Palatina di Firenze, in orario di apertura al pubblico, un cuoco in divisa (perfetta, con tanto di cappello bianco svettante) e pentola di minestra fumante: abbiamo un cooking show tra le iniziative per allettare nuovi fruitori ?

O se piuttosto non si tratti di un atto di amorevole soccorso del già ribattezzato Nuovo Granduca Eiker D. Schmidt nei confronti dei suoi dipendenti, viste le notorie condizioni climatiche della Galleria Palatina, che garantiscono crioterapia gratuita a chi ha il dovere di permanervi in turno di lavoro : si sa, un brodino caldo aggiusta lo stomaco e scalda il fisico (anche se dicono fosse una vellutata).

Pare invece si sia trattato dell’attività di allestimento del catering per un evento (ovviamente pagato) di un noto stilista locale, già motore negli anni di altri eventi nel complesso delle Gallerie degli Uffizi (sfilata, cena,…).

La domanda nasce spontanea: non si poteva allestire il catering a museo chiuso, dalle 19 in poi ? Oppure scegliere un percorso diverso, evitando che la zuppa sfilasse davanti ai ritratti di Tiziano e Raffaello ? Giusto per non dare l’impressione che pagando si possa fare proprio tutto in un museo, magari pure farsi toeletta nella Ritirata della Granduchessa prima di accogliere i graditi ospiti del proprio evento …. o forse nell’affitto dei locali è già previsto?

Già il faccione di Karl Lagerfeld ha campeggiato mesi, incombendo sulla Velata …. quale limite ci poniamo ?

Rendere accessibile ed attrattivo un luogo della cultura non significa questo. Questo si fa a casa propria, non nella casa di tutti.

E di certo il Granduca (quello vero) la minestra dal salotto buono non l’avrebbe mai fatta passare.