di Mariangela Maritato

Un Istituto civico fondato ufficialmente nel 1878 dal cavalier Luigi Costa per realizzare un’opera utile per la città e lo sviluppo dell’istruzione e delle arti musicali per tutti con  docenti senza contratto da giugno. Cancellazione del patrimonio culturale cittadino in violazione dell’articolo 9 della Costituzione italiana e dell’articolo 2 del Regolamento interno della Scuola.

Omissione di comunicazione ai genitori e agli allievi da parte del Comune – che hanno già pagato quota annuale di iscrizione e prima rata – della situazione finanziaria e gestionale interna. Proposta di pagamento attraverso “vouchers” convertendo quelli che negli anni di insegnamento sono stati dei contratti di collaborazione coordinata e continuativa, in prestazioni occasionali arrivata da parte della dirigente del settore cultura dell’amministrazione, Laura Genzini, attualmente imputata nell’inchiesta del Tribunale di Pavia nella persona del sostituto procuratore Paolo Mazza, con l’accusa di falso ideologico e abuso di ufficio.
E’ quanto emerso a Vigevano (Pavia), culla del Rinascimento italiano e centro manifatturiero lombardo, nel corso della conferenza stampa convocata dagli insegnanti del Civico Istituto Luigi Costa, 138 anni di storia con sede nel Palazzo Esposizioni dal 2012 (piazza del Calzolaio), in presenza di stampa, genitori e cittadini, sabato 26 novembre a seguito della situazione di “emergenza” che si è venuta a creare a partire da settembre, ad inizio cioè del regolare anno scolastico ed inizio dei corsi. Diciotto insegnanti e famiglie di allievi sul piede di guerra.
“L’Amministrazione ha lasciato la situazione in stallo senza assumersi la dovuta responsabilità della conversione dei contratti in tempo determinato o di collaborazione come previsto dal job act proponendo pagamenti con voucher per prestazioni occasionali o accessorie senza alcun rispetto della dignità del corpo docente, del lavoro, del patrimonio storico e culturale cittadino e della sicurezza per un normale percorso didattico a lungo termine per allievi e genitori”. La denuncia degli insegnanti riguarda l’intenzione di esternalizzare il “Civico” Istituto musicale attraverso l’affidamento con bando – come confermato dall’assessore alla cultura Matteo Mirabelli – che non solo mette a rischio la continuità didattica ma farebbe decadere lo Status di Scuola civica in contraddizione con il Regolamento attualmente in vigore.
A nulla sono valsi gli incontri con dirigenti e vicesindaco convocati con regolari istanze per trovare risposte e soluzioni. Contratti (co.co.co.) scaduti a giugno, allievi che hanno ripreso le lezioni, alcuni dei quali in presenza dei genitori per la situazione di mancanza di regolamentazione e assicurazione, omertà da parte dell’amministrazione comunale che ha già incassato soltanto dalle quote di iscrizione – esclusa la retta del primo trimestre, variabile per ciascuno a seconda delle ore e dei corsi – oltre 10 mila euro. A meno di un mese dalla scadenza dell’anno 2016 i giochi continuano ad andare avanti sottobanco senza alcuna osservanza di regole e patti con i cittadini, contribuenti a loro insaputa, di gestioni occulte del patrimonio pubblico, già passate agli onori della cronaca, ad un anno dal blitz della Guardia di Finanza, per presunte irregolarità nei concorsi pubblici. Un’ indagine partita da un esposto presentato a fine maggio 2015 da Pietro Di Troia, attuale comandante della polizia locale, che interessa i componenti dell’esecutivo, l’ex segretario generale e la dirigente dell’ufficio cultura che attende dal gip di Pavia le richieste di rinvio a giudizio o di archiviazione. Al vaglio del sostituto procuratore Paolo Mazza tre promozioni e tre deliberazioni di giunta (settembre 2011, marzo 2012 e settembre 2012) con tanto di atti che riguardano la rideterminazione della pianta organica che, secondo l’accusa, la prima giunta dell’architetto Andrea Sala, attuale sindaco, avrebbe variato sostenendo di avere i pareri di regolarità contabile e dei revisori dei conti che invece non sarebbero mai arrivati. I concorsi sotto esame riguardano le promozioni di Laura Genzini, Daniela Sacchi e di Gianluca Mirabelli. L’accusa alla dirigente dell’ufficio cultura parte da due e-mail trovate dai finanzieri che comproverebbero il fatto che la funzionaria fosse a conoscenza di almeno due dei quesiti delle tre tracce della prova orale del concorso.