di Debora Tosato *

Qualche tempo fa ho avuto l’opportunità di illustrare le vicende e la storia di Palazzo Grimani a Venezia, e la condizione di grave criticità in cui versa il museo, con il rischio tangibile – a breve termine – di una chiusura al pubblico. Il museo fa parte del Polo Museale del Veneto, che ha accorpato – in seguito alle disposizioni della recente riforma ministeriale – tutti i musei statali di Venezia e del territorio.

Non si tratta, purtroppo, di un caso emergenziale, isolato o particolarmente sfortunato. Anche gli altri musei del Veneto hanno problematiche di carenza di organico, più o meno accentuate a seconda dei siti: ciò che sta accadendo costituisce l’epilogo tragico di uno stato di grave malessere che da tempo affligge una parte considerevole dei musei statali italiani.

Il numero di dipendenti che quotidianamente svolge le mansioni di vigilanza, accoglienza, didattica e altri sevizi al pubblico sarà di 136 unità effettive a settembre, a fronte di un fabbisogno di almeno 190 unità, se il ministero intende garantire in futuro la quotidiana apertura continuativa al pubblico delle 11 sedi attuali, sia nei giorni feriali che nei festivi.

Chi lavora nell’ambito dei beni culturali vive con preoccupazione e disagio il presente e il futuro, pertanto l’obiettivo è quello di sensibilizzare l’opinione pubblica e rendere partecipi tutti coloro che a vario titolo hanno a cuore la salvaguardia e la tutela del patrimonio, per agire concretamente su temi d’interesse comune.

Il personale deputato a garantire l’apertura ottimale, la fruizione e la valorizzazione dei musei appare sempre più esiguo e insufficiente, in quanto l’età media è avanzata e i pensionamenti – destinati ad aumentare – non sono stati compensati da un fisiologico e costante ricambio generazionale. Il blocco del contratto e delle necessarie assunzioni denota un preoccupante disinteresse per gli investimenti occupazionali nei beni culturali, in tal modo destinati a estinguersi per morte lenta e dolorosa.

Le chiusure parziali o totali dei musei – anche nei giorni festivi – sono dovute principalmente alla mancanza di risorse umane, fino a ora parzialmente compensata dall’impiego di personale di cooperativa esterna o di volontari, una misura ormai inadeguata considerando la grave situazione generale e il diritto a condizioni di lavoro dignitose che garantiscano alle persone le necessarie tutele del pubblico impiego.

Considerando che i siti statali d’interesse culturale sono inseriti dal ministero tra i servizi essenziali, per quale motivo non si fa carico di queste problematiche? In che maniera rispondere concretamente, in forma propositiva, a chi si ritrova suo malgrado a far fronte alle enormi difficoltà di gestione dei musei nel territorio italiano, rispettando i diritti dei dipendenti, la qualità del servizio pubblico e le esigenze dei flussi turistici?

E’ più che mai essenziale promuovere un’azione collettiva, anche tra il personale interno del ministero, talvolta frammentato e slegato dall’appartenenza a ruoli, categorie o gerarchie che non hanno ragion d’essere se creano divisioni, in quanto i problemi coinvolgono tutti i dipendenti, chiamati a vario titolo a perseguire con più efficacia un obiettivo comune e a salvaguardare professionalità che rischiano di essere disconosciute e progressivamente smantellate.

Serve poi attivare una nuova modalità di comunicazione e interazione con il pubblico dei visitatori, chiamati a essere cittadinanza attiva consapevole del valore del patrimonio culturale,  naturalmente sollecitata a mobilitarsi e a fare sentire la propria voce, soprattutto in casi estremi di cancellazione di servizi e strutture pubbliche.

In questa fase così delicata e sensibile è auspicabile fare appello all’applicazione di criteri e regole condivise – valide per tutti – prima di procedere alla chiusura di un museo o a rivoluzionarne la gestione con modalità estranee al servizio pubblico, affinché non si creino casi particolari, discriminazioni o soluzioni creative frutto di scelte e valutazioni parziali, che rischiano di creare pericolosi precedenti per chi si troverà a gestire, in futuro, problematiche della stessa natura.

Sarebbe pertanto opportuno che ognuno si facesse carico delle proprie responsabilità, difendendo in primo luogo il valore culturale del museo pubblico – senza creare classificazioni di sorta e preferenze tra musei degni di esistere o meno – e chiedendo che siano stabilite a livello nazionale linee guida di indirizzo e direttive per la riorganizzazione dei musei e dei servizi pubblici, frutto di un confronto fattivo tra ministero e parti sociali.

 

* Dipendente MiBACT, fa parte del coordinamento regionale della CGIL FP del MiBACT del Veneto

 

POLO MUSEALE DEL VENETO
Elenco dei musei aperti al pubblico:
Museo d’Arte Orientale
Sestiere Santa Croce, 2076 (Fondamenta di Ca’ Pesaro)
Venezia
Museo Archeologico Nazionale di Venezia
Sestiere di San Marco, 52
Venezia
Museo di Palazzo Grimani
Santa Maria Formosa – Castello 4858
Venezia
Galleria Giorgio Franchetti alla Ca’ d’Oro
Cannaregio, 3932
Venezia
Museo Nazionale di Villa Pisani
Via Doge Pisani, 7
Stra (Venezia)
Museo Archeologico Nazionale di Altino
Via S. Eliodoro, 56
Quarto d’Altino (Venezia)
Museo Nazionale Concordiese di Portogruaro
Via del Seminario, 26
Portogruaro (Venezia)
Museo Archeologico Nazionale di Adria
Via Badini, 59
Adria (Rovigo)
Museo Archeologico Nazionale di Fratta Polesine
Via G. Tasso, 1
Fratta Polesine (Rovigo)
Museo Nazionale Atestino
Via Negri, 9/c
Este (Padova)
Villa Del Bene
Via Villa del Bene, 116
Frazione Volargne – Dolcè (Verona)
Elenco di istituti, luoghi della cultura e altri immobili e/o complessi assegnato al Polo Museale del Veneto di cui all’articolo 34 del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri n. 171/29 agosto 2014:
Complesso di San Gaetano – sede espositiva Collezione Salce
Treviso
Complesso di Santa Margherita – sede di conservazione Collezione Salce
Treviso
Museo Archelogico Nazionale della Laguna di Venezia
Venezia
Museo Archeologico Nazionale di Verona
Verona
Museo Nazionale di Archeologia del Mare
Caorle (Venezia)