Associazione Guide Turistiche Abilitate Roma

Comunicato Stampa

Da alcuni giorni si procede all’allestimento di una mega-struttura nell’area centrale del Foro Romano.
E’ stato incredibilmente dato l’assenso a tenere lì l’evento “Music for Mercy”: un concerto che ha Bocelli come nome di spicco ma a cui parteciperanno anche altri artisti da tutto il mondo, oltre all’Orchestra del Teatro del’Opera di Roma. Tutto questo per celebrare il Giubileo della Misericordia, così scrive il MIBACT. E quindi “ha avuto il patrocinio del MIBACT e della Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO, ed è promosso dall’Opera Romana Pellegrinaggi e dal Teatro dell’Opera di Roma”.

Il MIBACT, nella comunicazione pubblicata nel suo sito, rassicura con toni trionfali: “… Foro Romano che, come assicurato dalla soprintendenza speciale del Colosseo, verrà allestito per l’occasione con un palcoscenico sostenibile, progettato per offrire tutte le garanzie di tutela e di fruizione dei monumenti dell’area archeologica che rimarrà aperta ai visitatori nei giorni del concerto, del montaggio e dello smontaggio del palco e della platea».
Noi guide, però, che al Foro Romano ci stiamo quotidianamente, possiamo testimoniare che il montaggio già ha creato disagi da due giorni e che da sabato 23 Luglio tutta l’area centrale del Foro Romano, dal tratto della via Sacra antistante la Basilica Emilia fino alla Curia e all’arco di Settimio Severo era chiusa.
Inoltre, si legge sul sito di CoopCulture: ” Il giorno del concerto, martedì 26 luglio, il Foro Romano e Palatino chiuderà alle ore 17, con chiusura delle biglietterie e ultimo ingresso alle ore 16.”, mentre in estate si entra fino alle 18:15 con uscita alle 19:15.
Quindi, quanto scritto dal MIBACT almeno in parte non corrisponde al vero.

E’ inoltre interessante quanto dichiarato da Mons. Andreatta, Amministratore Delegato dell’Opera Romana Pellegrinaggi: “il concerto avviene in un contesto altamente significativo, perché a pochi passi dal Foro Romano, all’interno del Carcer Tullianum – che le fonti indicano come prigione di San Pietro – si trova una delle prime raffigurazioni della Madonna della Misericordia, presente in un affresco datato XIII secolo».

Ci chiediamo:
– Siamo sicuri che le strutture non danneggeranno per nulla il pavimento e i resti dell’area?
Quel pavimento fu studiato anni fa, pietra per pietra, da due professori dell’Università: quelle pietre sono ricche di tracce e segni che testimoniano, a chi le sa leggere, monumenti scomparsi e vicende storiche. Quali altri segni si dovranno ora aggiungere, per aggiornare i rilievi di Giuliani e Verduchi, dopo questo evento?
– Roma è piena di luoghi ricchi di fascino e di storia ma più idonei e soprattutto meno fragili del Foro Romano. Era tanto difficile sceglierne uno?
– il 21 Luglio è stato riaperto il Tullianum/Carcere Mamertino, gestito dall’ORP. Questo non ha nessuna relazione con la scelta del sito per il concerto?
– Perché non si è scelto di usare, modificandole ove necessario, le strutture già montate del Festival delle Letterature a Massenzio, comunque affascinanti e all’interno del Foro?

Il Foro Romano è un sito pubblico e Patrimonio dell’Umanità (come l’intero centro storico di Roma). Questo vuol dire che non appartiene né al Ministro Franceschini né al Soprintendente Prosperetti né all’ORP. Appartiene a tutti noi e alle generazioni future.
Il Foro è uno dei luoghi simbolo di Roma e come tale dovrebbe essere un biglietto da visita per i turisti. E i turisti, venendo da tutto il mondo e non collegandosi ogni giorno con il sito di CoopCulture, avrebbero il diritto di trovarlo aperto negli orari ufficiali, invece di trovarsi un cartello in faccia il 26 Luglio alle 16:00. Per non parlare delle agenzie che programmano itinerari e orari con mesi di anticipo. Un cartello sul cancello del Foro, il 26 Luglio, non cambia per nulla, agli occhi di un visitatore, rispetto a un cartello di sciopero. E’ una disfunzione e una brutta figura.

Chiudere il Foro qualche ora prima e rendere inagibile una larga parte del Foro per alcuni giorni sono un pessimo esempio del concetto di monumenti che è ormai proprio di questo Ministero dei Beni Culturali e di questa “Soprintendenza Speciale per il Colosseo, il MNR e l’Area Archeologica di Roma”.
Mesi fa Renzi fece una guerra ai custodi per la chiusura di qualche ora dell’area archeologica a causa di una assemblea regolarmente indetta. E fece dichiarare i beni culturali “servizio pubblico essenziale”.
Eppure lo scorso 1 Luglio il Colosseo è stato chiuso in anticipo e vari aree sono state inaccessibili per un giorno, per permettere un festino con tanto di tavoli dorati, a piacere di alcuni politici e VIP. Ora, a neanche un mese di distanza, il Foro Romano viene “violentato” da strutture che nulla hanno a che fare con la sua storia, per la pubblicità di qualche potente organizzazione.
Perché tanta vendetta contro i lavoratori e ora queste chiusure per eventi di pochi?

I beni culturali soffrono da anni di una privatizzazione crescente, che chi sta al potere vuole farci passare come positiva, ma che di positivo non ha quasi nulla. Lo Stato ha abdicato da anni al suo ruolo di difesa e valorizzazione dei monumenti, a favore dei grandi privati. Chi è ai vertici dello Stato ne ha tratto molto, chi è a livelli intermedi ha annuito e voltato la testa, un po’ per non avere problemi, un po’ per lavorare meno.
E i vertici del MIBACT e della Soprintendenza continuano a trattare i monumenti come casa propria.
Le condizioni dell’area centrale del Foro in questi giorni (guardate le foto per credere) presentano un allestimento che getta vergogna su quelli che hanno dato il permesso e su tutti quelli che si prestano a realizzare un tale circo.
Vengono le lacrime agli occhi nel ripensare ai tempi un cui un Soprintendente come La Regina negava i permessi: un eroe, adesso.
Ora, se nel paese con la maggiore quantità di beni culturali sono le guide turistiche – per quanto contino nelle loro fila centinaia di archeologi e storici dell’arte – a dover “fare da guardia” al patrimonio, forse la Soprintendenza dovrebbe fare un passo indietro e ripensare al proprio ruolo e alle proprie scelte.
Isabella Ruggiero
AGTAR

24 Luglio 2016