Oggi i clienti della Tod’s hanno ricevuto via mail questo fotomontaggio. Gli storici dell’arte, ma anche gli esperti di marketing, sanno che le immagini sono capaci di veicolare significati in modi straordinariamente efficaci.

E qui il significato è inequivocabile: il Colosseo è marchiato.

Il contratto di sponsorizzazione firmato con Della Valle da uno Stato in ritirata consente questo ed altro. E, d’altra parte, siamo abituatissimi a vedere i nostri monumenti coperti di cartelloni pubblicitari.

In un altro articolo ho provato a spiegare cosa c’è di male in tutto questo, e perché in molti altri paesi occidentali ciò non sarebbe consentito.

Oggi vorrei limitarmi a commentare il motto che leggiamo in questa immagine, che è «Tod’s for Colosseum». Ebbene, dice la verità, o la verità è quella esattamente contraria, e cioè «Colosseum for Tod’s»?

In altri termini: è giusto preferire le sponsorizzazioni al mecenatismo? È sano trasformare in spazio di mercato i nostri più importanti monumenti? Privatizzarli (per ora virtualmente) è un buon affare, se visto a lungo termine? È conveniente, sul piano dell’educazione alla cittadinanza? È compatibile con lo spirito della democrazia?

Negli Stati Uniti queste domande sono correnti, e il dibattito è acceso: e da noi?

http://articolo9.blogautore.repubblica.it