Da quasi due anni il Comitato No Mcdonald’s in Baragalla lavora al fianco delle cittadine e dei cittadini delle frazioni di Rivalta e Baragalla per contribuire in maniera costruttiva al complesso dibattito sui quartieri. Prima della loro soppressione in nome di una presunta revisione di bilancio, le circoscrizioni garantivano un confronto diretto e rapido con l’amministrazione comunale

e con gli uffici tecnici di assessori e dirigenti. Oggi la situazione è radicalmente cambiata e chi vive la città e i suoi spazi rischia di rimanere un semplice spettatore di quei processi che influiscono significativamente sulla propria qualità della vita. E’ questo il caso del progetto di un ristorante McDonald’s (con formula McDrive) in via David Ricardo nella storica sede del Kamp3000, che il Comitato ha fin da subito contestato con argomenti concreti. Rivalta e Baragalla subiscono quotidianamente gli effetti di un traffico fuori da ogni controllo: Enercoop, Ipercoop, polo scolastico con asilo nido, elementari, medie e istituto tecnico statale, caos fisiologico di una strada statale, attività commerciali di vario tipo come bar, palestra, forni, poste, aziende e capannoni in via Tenni, gelaterie, distributore di metano per auto, assicurazione e banche. Il quartiere che comprende via Ricardo ha una vocazione prevalentemente residenziale, è connesso a quei percorsi ciclabili e naturalistici del torrente Crostolo che l’amministrazione comunale stessa ha deciso di recuperare e di valorizzare tramite lo stanziamento di quindicimila euro. Si tratta dunque di una realtà piuttosto sensibile, tutelata in parte dalla Legge Galasso; è indispensabile evitare interventi invasivi o attività commerciali incompatibili. I ciclisti e i pedoni che percorrono la pista ciclabile che collega via Monte Cisa alla Reggia di Rivalta si trovano spesso a transitare per via Ricardo e via Ardigò, due strade strette, senza uscita, senza marciapiede e prive di ogni elementare dispositivo di sicurezza stradale. E’ di questi ultimi giorni la notizia che il Cipe (Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica) ha stanziato settanta milioni di euro per il recupero di alcuni beni architettonici del ducato estense; la Reggia di Rivalta potrebbe beneficiare di cifre consistenti, il parco e l’ala dell’edificio giunta fino a noi hanno ottime probabilità di essere recuperati.

Come è possibile pensare di conciliare il recupero di un edificio di interesse storico con l’apertura di un fast-food a meno di un chilometro di distanza? La costruzione di un Mcdonald’s non comporterà alcun valore aggiunto al quartiere, le automobili che attenderanno il proprio turno per ritirare le ordinazioni sosteranno con motore acceso a meno di sette metri dai balconi delle abitazioni, nei fine settimana il locale rimarrà aperto fino alle due del mattino. In quel tratto la SS63 è sempre trafficata, l’aria è densa di fumi di scarico per diverse ore ogni giorno.

Non è stato possibile consultare alcun dato sulle concentrazioni di PM10, non esistono studi, indagini o semplici numeri sull’area di Rivalta o di Baragalla. Non si conoscono le tempistiche necessarie per la realizzazione della celebre bretella, ma è prevedibile che l’opera risulti inefficace se non ci sarà una seria pianificazione della viabilità complessiva del quartiere e del trasporto pubblico.

Il Comitato si è coordinato con associazioni e partiti che condividono le medesime preoccupazioni: Sel, M5S, il circolo Pd di Rivalta, LAV, ENPA, Legambiente, Lab Aqsedici, Casa Bettola, Pollicino Gnus e molti altri hanno contribuito alla causa. La petizione rivolta al sindaco Luca Vecchi ha superato le mille sottoscrizioni, nella sola giornata del primo maggio sono state raccolte trecento firme e molti cittadini hanno acquistato le torte biologiche preparate dalle cittadine e dai cittadini che aderiscono al Comitato No McDonald’s in Baragalla.

Nei prossimi mesi ci sarà bisogno del contributo di tutti, è indispensabile ripensare assieme il modello di sviluppo più adeguato per la nostra città, coinvolgendo associazioni e volontari in un processo bottom-up realmente democratico e condiviso.

Lorenzo Ferrari – Comitato No McDonald’s Baragalla